Lavoratori precoci: sarà approvata la Quota 41?

Dal punto di vista strettamente giuridico, non passa alcuna differenza tra i normali lavoratori e coloro i quali sono, invece, chiamati lavoratori precoci. La confusione normativa è stata generata dal fatto che quest’ultimi sono da sempre stati inquadrati in una categoria previdenziale diversa per il semplice fatto che hanno versato i primi contributi anteriormente al compimento del ventesimo anno di età.

Adesso l’intera categoria reclama i propri diritti, soprattutto in materia previdenziale e pensionistica; essi infatti, fino ad oggi, non hanno benefici particolari e sono soggetti alla normativa comune in tema di trattamento pensionistico. Le uniche deroghe ancora ammissibili sono quelle previste dalla Legge Fornero ovvero l’Opzione Donna e il Salvacondotto per i nati tra il 1951 ed il 1952.

Per il resto, la richiesta di questa ampia categoria di lavoratori dipendenti, è quella che venga approvato il disegno di legge che prevede la cosiddetta quota 41, ovvero la possibilità di andare in pensione dopo 41 anni di duro lavoro, senza aver avuto la possibilità di studiare pur avendone le doti e, soprattutto, senza godersi la spensierata adolescenza come la maggior parte dei loro coetanei, per la “fretta” di dover lavorare per contribuire ai bisogni economici della famiglia.

In attesa della discussione di tale proposta legislativa nelle stanze parlamentari, una prima risposta, seppur informale, a tale richiesta viene da una fonte molto autorevole come il Presidente dell’INPS, il quale si vede pessimista per la conclusione della vicenda a favore dei lavoratori precoci per due semplici motivi:

  1. L’inserimento di tale previsione normativa nella prossima Legge di Stabilità comporterebbe la ricerca di altrettante disponibilità finanziarie da coprire circa due punti percentuali del prodotto interno lordo (PIL);
  2. Poiché le pensioni li pagano i lavoratori, qualora si approvasse una riforma senza penalizzazioni, ne verrebbero danneggiati i lavoratori del futuro che resterebbero, così, senza impiego.

La battaglia è appena iniziata e si preannuncia lunga e dura, ma soltanto con la discussione nelle aule parlamentari si vedrà il risultato finale che, alla fine, lascerà sicuramente qualcuno scontento.

Fonte: Disegno di legge Damiano n. 857 – Previsioni Legge di Stabilità 2016