Pensioni: da agosto partono rimborsi e rivalutazione

Sembra oramai certo l’arrivo del tanto sospirato momento. Dopo circa tre anni dalla legge che ha previsto il blocco delle pensioni (Legge Fornero) e la sua successiva incostituzionalità dichiarata dalla Corte Costituzionale, il Governo Renzi si prepara a rimborsare una prima tranche di somme agli aventi diritto e, soprattutto, a far ripartire la rivalutazione degli assegni pensionistici.

Tale operazione, che interesserà circa 2 milioni di pensionati, è prevista all’inizio del mese di agosto e le modalità operative sono illustrate dettagliatamente nella circolare INPS del 25 giugno scorso.

Tuttavia il rimborso delle pensioni sarà tutt’altro che totale: i soggetti interessati sono, infatti, soltanto quelli con pensioni lorde mensili che vanno da 1.450 euro a 2.850 euro. Come descritto nella circolare sarà l’Istituto previdenziale a calcolare l’entità del rimborso ed il tutto avverrà in maniera automatica senza la necessità di presentare alcuna istanza o richiesta di rimborso.

L’unico caso in cui è prevista la presentazione dell’istanza da parte degli eredi, è quello in cui è avvenuto il decesso del pensionato: in tal caso si hanno cinque anni di tempo per richiedere il rimborso.

Come già ampiamento chiarito, l’entità del rimborso varia tra il 10%, per le pensioni da 2.500 e fino a 3.000 euro, ed il 40% per le pensioni da 3 a 5 volte il minimo INPS, cioè quelle che oscillano tra i 1.500 e i 2.500 euro lordi mensili.

Naturalmente questi arretrati di somme pensionistiche saranno soggette a tassazione in maniera differente a seconda del limite temporale di maturazione: per quelle maturate fino al 31 dicembre 2014, la tassazione sarà separata con aliquota IRPEF del 23%; per le pensioni maturate successivamente a tale data la tassazione sarà ordinaria secondo lo scaglione di reddito del pensionato.

Fonte: Decreto n. 65/2015 – INPS