Vacanza da incubo? Puoi chiedere il risarcimento dei danni

Vacanze, viaggi e relax: questi i must immancabili in questo periodo. Tuttavia, spesso e volentieri degli inconvenienti rovinano, interamente o in parte, i nostri meritati momenti di riposo.

La perdita di un bagaglio, il ritardo di una coincidenza aerea, strutture alberghiere che non rispecchiano le prerogative pattuite al momento della prenotazione… Insomma, sono tante le variabili che possono incidere sulla buona riuscita o meno delle nostre benedette vacanze.

Ciononostante, in determinati casi è possibile richiedere un rimborso oppure un risarcimento dei danni, come previsto dal Codice del Turismo.

Danno da vacanza rovinata

Il “danno da vacanza rovinata” scatta quando il turista non viene messo nelle condizioni psicofisiche di godere pienamente del viaggio acquistato per problemi:

  • legati all’organizzazione logistica del soggiorno;
  • dovuti al mezzo di trasporto;
  • dovuti ad altre cause di rilevante importanza.

Tali danni, sono difatti annoverati tra quelli non patrimoniali, per i quali il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento contrattuale o da servizi e prestazioni non adeguate a quanto promesso.

Tipo di risarcimento

Una volta appurato il “danno da vacanza rovinata”, il turista ha diritto ad un risarcimento che può essere di due tipi:

  • danno patrimoniale per i costi sostenuti;
  • danno esistenziale/morale (ad esempio, per lo stress subito a causa del disservizio).

Quando chiedere il rimborso/risarcimento

È possibile “fare appello” al modulo di rimborso vacanze rovinate o di risarcimento dei danni subiti, nei seguenti casi:

  • la struttura ricettiva non corrisponde a quanto acquistato: l’hotel è di qualità inferiore, il campeggio non possiede le facilitazioni riportate nel catalogo promozionale, ecc. (in questi casi se il problema non viene risolto durante il viaggio, si può presentare richiesta di rimborso entro 10 giorni dalla data di rientro);
  • da vacanza relax a fonte di stress: può accadere quando l’organizzatore del viaggio decide inaspettatamente di spostare la partenza, anticipandola o posticipandola di diverse ore;
  • il bagaglio viene smarrito, danneggiato o consegnato in ritardo: la misura del risarcimento che spetta in questo caso è di circa 1.164 euro se la compagnia è UE o aderisce alla Convenzione di Montreal, di circa 19,00 euro per kg se invece la compagnia aderisce alla Convenzione di Varsavia (ad eccezione per i passeggeri che hanno un’assicurazione integrativa);
  • lavori di ristrutturazione durante il viaggio;
  • volo in ritardo o cancellato: se per cause non attribuibili direttamente alla compagnia aerea (scioperi, condizioni meteo o di sicurezza) il volo parte con molto ritardo, il passeggero ha diritto ad un risarcimento in misura diversa a seconda della lunghezza della tratta aerea;
  • overbooking: nel caso in cui ci sia un’eccedenza di prenotazioni (aereo, alloggio, ecc.) con conseguente cambiamento della destinazione o del volo sarà possibile richiedere un risarcimento che può variare sulla base di diversi fattori.

Fonte: http://www.governo.it/Presidenza/DSCT/carta_turista.html