Tassazione delle spese telefoniche del dipendente

Le spese telefoniche dovute al lavoro sono tassabili? Ci chiarisce la questione l’Agenzia delle Entrate.

Vi sarà capitato di chiedervi, almeno una volta, durante la vostra attività di lavoratore dipendente, come le spese telefoniche cellulari sostenute per le vostre esigenze sia private sia per conto della società per cui lavorate, rimborsate dal datore di lavoro, siano trattate dal punto di vista fiscale. Queste somme concorrono alla determinazione del reddito da lavoro dipendente?

Prendiamo in esame, un’istanza di interpello e il relativo chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate in relazione al trattamento fiscale delle spese rimborsate.

Come si ripartisce il rimborso delle spese telefoniche?

Le spese telefoniche da rimborsare si distinguono in:

  • costi dell’apparecchio telefonico;
  • contratto relativo al servizio di telefonia e traffico dati (traffico dati, tassa di concessione governativa, iva);

In quali casi non è previsto il rimborso delle spese telefoniche?

Se le spese relative al telefono cellulare sono a carico esclusivo della società e i dipendenti utilizzano l’apparecchio telefonico per finalità esclusivamente aziendali, queste somme non contribuiscono alla formazione del reddito di lavoro dei dipendenti. Ma esistono delle limitazioni tecniche che non consentono un pieno utilizzo a tutte le varie funzionalità oggi disponibili con questi apparecchi (applicazioni come Facebook, Messenger, Twitter, WhatsApp).

In quali casi è previsto il rimborso delle spese telefoniche?

Invece se l’acquisto del telefono cellulare e il relativo contratto con il gestore telefonico è sostenuto direttamente dal dipendente, che quindi pagherebbe di tasca propria telefono e bollette, è previsto dal datore di lavoro il rimborso in via forfettaria (50%) per le spese di telefonia e traffico dati, dato che il telefono cellulare è utilizzato sia per finalità aziendali che personali.

Il rimborso delle spese telefoniche, da parte dal datore di lavoro, concorre alla determinazione del reddito da lavoro dipendente?

A parere dell’istante (società), queste somme percepite dal lavoratore per il rimborso pari al 50% delle spese di telefonia e traffico dati, non sono da includere nella determinazione del reddito da lavoro dipendente, motivando l’esclusione da imposizione fiscale per quelle erogazioni che soddisfano un interesse esclusivo o prevalente del datore di lavoro.

Qual è il parere dell’Agenzia delle Entrate sulle spese telefoniche da rimborsare al lavoratore dipendente?

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il rimborso forfettario delle spese telefoniche nella misura del 50% sostenuti dai propri dipendenti per l’utilizzo dei telefoni cellulari, concorre alla determinazione della base imponibile del loro reddito e quindi viene tassato.

Il ragionamento dell’Agenzia delle Entrate si basa sul principio di onnicomprensività, in base al quale tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro, costituiscono reddito imponibile per il dipendente (art.51 del TUIR).

Ci sono dei casi espressamente previsti dal Legislatore, in sede di determinazione del reddito di lavoro dipendente, che non considera nel calcolo della base imponibile, il rimborso forfettario delle spese sostenute dal lavoratore, quali utilizzo uso promiscuo veicoli da parte dei dipendenti, concessione di prestiti ai dipendenti, per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato e per i servizi di trasporto ferroviario di persone prestati gratuitamente.

Invece, nel caso in cui il Legislatore non abbia indicato tale criterio forfettario, i costi sostenuti dal dipendente nell’esclusivo interesse del datore di lavoro, devono essere individuati sulla base di elementi oggettivi (numero e/o durata della telefonata), con documentazione accertata, al fine di evitare che il relativo rimborso concorra alla determinazione del reddito di lavoro dipendente.

Perché l’Agenzia delle Entrate fornisce un esisto negativo qualora il rimborso delle spese telefoniche da parte della società al lavoratore, nei casi non previsti dal Legislatore, non può essere escluso dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente?

Il rimborso al dipendente sulla base di un criterio forfettario, non supportato da elementi e parametri oggettivi, nel silenzio del Legislatore, non può essere escluso dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente perché il contratto relativo al servizio di telefonia e traffico dati è stipulato dal dipendente con il gestore da lui scelto e non dal datore di lavoro.

In sintesi, nel caso appena descritto, il rimborso spese telefoniche del dipendente, non può essere escluso, dalla formazione del reddito di lavoro dipendente. Quindi le somme che il lavoratore, riceverebbe a titolo di rimborso forfettario (nella misura del 50%) delle spese sostenute per l’utilizzo dei telefoni cellulari, costituiscono reddito di lavoro dipendente e quindi viene tassato.

Leggi la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate N.74 del 27/06/2017.